Detrazioni del 36% e 55%: oneri di urbanizzazione senza ritenuta d’acconto del 10%

La ritenuta d’acconto del 10% non si applica agli oneri di urbanizzazione da corrispondere ai comuni, in riferimento ad interventi che beneficino delle detrazioni al 36% e 55%. Questo è quanto chiarito dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 3/E del 4 gennaio 2011 .

Ricordiamo che l’art. 25 del D.L. n. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge n. 122 del 2010, ha previsto che le banche e le Poste Spa operino, con obbligo di rivalsa, una ritenuta del 10 per cento, a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari del pagamento, sui bonifici effettuati dai contribuenti che intendono avvalersi di deduzioni e detrazioni fiscali, relativi a:

  • spese di recupero del patrimonio edilizio, per le quali – ai sensi dell’art. 1 della legge n. 449 del 1997 e s.m.i. – è prevista (attualmente fino al 2012) una detrazione di imposta pari al 36 %;
  • spese per interventi finalizzati al risparmio energetico, per le quali – ai sensi dell’art. 1, commi 344 e ss., della legge n. 296 del 2006 e s.m.i. – è prevista (attualmente fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010) una detrazione di imposta pari al 55 %.

Tra le spese che danno diritto alla detrazione del 36 % rientrano anche gli oneri di urbanizzazione e quelli strettamente collegati alla realizzazione degli interventi agevolati, sostenuti in favore dei Comuni. Con riferimento a tali spese è stato precisato che, al fine di beneficiare della detrazione d’imposta del 36%, non è richiesta l’effettuazione del pagamento mediante bonifico, trattandosi di versamenti effettuati, con modalità obbligate, nei confronti di pubbliche amministrazioni.

Pertanto i pagamenti da effettuare ai Comuni relativi agli oneri di urbanizzazione e a quelli strettamente collegati alla realizzazione degli interventi agevolati possono essere eseguiti con modalità diverse dal bonifico.

Nel caso in cui venga utilizzato il bonifico bancario, per evitare l’applicazione di ritenute, nella motivazione del bonifico l’ordinante deve indicare il Comune come soggetto beneficiario e la causale del versamento (ad esempio: oneri di urbanizzazione, tosap, etc..); non va, invece, riportato il riferimento agli interventi edilizi e ai provvedimenti legislativi che danno diritto alle detrazioni e non deve essere utilizzato l’apposito modulo, ove predisposto dalla banca o dall’ufficio postale. In presenza di tali modalità di compilazione la banca dell’ordinante ovvero Poste Spa non codificheranno il versamento come importo soggetto alla ritenuta del 10 per cento. Laddove i Comuni abbiano comunque subito la predetta ritenuta d’acconto, quest’ultima potrà essere richiesta all’Amministrazione Finanziaria presentando istanza di rimborso secondo le ordinarie modalità. La ritenuta subita potrà essere utilizzata in compensazione di altri tributi o contributi dovuti, ai sensi dell’art. 17 del D.L.vo n. 241 del 1997.

(Fonte: Agenzia delle Entrate)

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